Arriva l’estate!

ARRIVA L’ESTATE

Si può dire è arrivata l’estate.

Prima era solo formale col solstizio, ora è arrivato anche il caldo.

Un’estate che ci ricorderemo.

E non per l’ennesimo tormentone inutile e fastidioso di Alvaro Soler.

Ma per sto benedetto Coronavirus che ci sta attaccato addosso da messi come una cozza allo scoglio.

Sarà un estate COVID EDITION!

Fino all’altro giorno tutta quest’esigenza di andare al mare non c’era.

Un pò come quando in Tv c’è la pubblicità e vorresti cambiare ma sul 5 c’è Barbara d’Urso.

Non c’è tutta quest’esigenza di cambiare canale.

Per farla breve l’altro giorno vado al mare!

Atto di coraggio per me!

Anche perchè fino a 2 settimane fa ero ancora nella mia bella fase 1, barricato in casa.

Sono abitudinario.

Ad esempio mangio al massimo alle 13 e 30, se si va oltre comincio a rompere l’anima a chiunque mi capiti a tiro con lamenti che vanno dalla litania a urla isteriche “MA QUANDO SI MANGIA!!! NON SIAMO IN GUERRA!”””.

Sono abitudinario ed esagerato nelle reazioni.

Caratteristica degli abitudinari è che quando ripetono un comportamento per più di 3 volte, ci si affezionano ed è difficile per loro cambiare.

Quindi mi ero affezionato alla fase 1, con le dirette su zoom, le serie televisive, il lievito, le ricette nuove.

Ma con il caldo la pizza non era il massimo, e non è il massimo nemmeno il forno, a meno che non immagini di essere dentro una sauna a rilassarti.

Le serie con il caldo non te le gusti come quando ti puoi mettere la copertina sulle gambe.

E le dirette sono sparite. Nessuno fa più dirette nè su Facebook ne su Instagram.

Messo alle strette decido di ad andare al mare.

E il mio umore è lo stesso di quando sono andato per la prima volta a fare la spesa dopo  l’8 Marzo.

Paura.

Angoscia.

Odio tutti!

Che hai da guardare?

Con questo tipo di serenità vado a cercare il costume con la stessa difficoltà di Frodo di liberarsi dell’anello e di scollarsi di dosso quel soggettone di Gollum.

Con la velocità di un bradipo con l’Alzheimer mi preparo la borsa con dentro l’asciugamano, un libro, portafoglio e chiavi.

Arrivo a mare e mi vedo all’interno di quel gioco dove puoi entrare e puoi uscire seguendo un unico percorso.

Quello della settimana enigmistica.

Ci sono paletti e corde.

Mi sento leggermente osservato e so che appena mi siederò qualcuno mi dirà: BLUMETTOZZI! LEI E’ UNA MERDACCIA! MA COSA FA! SI ALZI! SI ALZI!

Oppure immagino che appena mi siedo ci sarà di colpo il silenzio di tutta la spiaggia e suoneranno degli allarmi, si illumineranno delle grosse palle rosse a luce intermittente e uno ad un megafono darà l’annuncio

ATTENZIONE! ATTENZIONE! ANARCHICO IN SPIAGGIA! ABBIAMO UN ANARCHICO! NON RISPETTA LE REGOLE! ESPELLERE, ESPELLERE!

Il tutto seguito dagli insulti della gente indignata.

Mi faccio coraggio e mi faccio un bel discorso motivazionale, tiro fuori il Montemagno che è in me e mi chiedo:

Hai qualcosa che non va?

La mascherina ce l’hai.

Sei vestito abbastanza in tinta con la spiaggia.

Perchè ti stai preoccupando?

Non fare il cretino!

Ok.

Hai ragione Monty che sei in me!

Mi siedo.

Uè ma ti ni voi andà a fare in culo, ma addosso mi devi stare ecchecazz ma nunn ossai u distanziament social! Strunz!

Mi scusi signora pensavo di essere a un metro e mezzo.

Ma vafangul!

Cambio posto?

Angod stai ccà! Vattenn strunz!

Va bene vado signora, mi scusi. Ah.. non da la mano.

Mi sento Fantozzi.

E così dopo altri 2 o 3 tentativi, seguiti da cazziatoni vari sul distanziamento sociale riesco a sdraiarmi.

Ora che sono più sereno e non mi sento gli occhi addosso, noto che non ce l’hanno solo con me, ma in generale le persone sono pronte a scattare ad un minimo errore da parte di un altra persona.

Sono tutti sul chi va là.

Sono tutti Clint Eastwood.

La tensione che si respira, infatti è la stessa della scena finale del film “Per un pugno di dollari” con Clint Eastwood, Gian Maria Volontè e Lee Van Cleef che si guardano in cagnesco e si spareranno appena finisce di suonare il carillon.

Sono sudato che manco avessi fatto un’ora di corsa alle 2 del pomeriggio in piena fase digestiva.

Devo andare a farmi il bagno, anche per buttarmi alle spalle la tensione.

Così per fare un altra citazione, attraverso la spiaggia, con una lentezza e un’attenzione a non sbagliare un passo, come nel film “Uccelli”di Hitchcock.

Ho fatto tutto bene.

Posso andare in acqua.

Ma l’acqua è troppo fredda!

Il freezer del mio frigo non è così freddo.

Ma che cosa hanno messo dentro il mare!

Provo a resistere, ma alla fine tutto sudato me ne torno all’asciugamano.

Dormo per circa 3 ore e quando mi sveglio non ricordo più chi sono e perchè sono lì da solo.

Un pò come in Memento.

Dovevo fare una terza citazione.

Finisce questa bella giornata al mare.

Ora mi ci vuole uno psicologo che mi aiuti a tornarci!

Per ora vado ad abbracciare la mia fase 1.

Per il mare c’è tempo.

Me la posso prendere con calma.

In fondo Agosto è lontano.

 

Agosto 2021 intendo.