Il contadino guatemalteco in radio.

Il contadino guatemalteco: una giornata in radio

La radio si tinge di mistero. La musica allegra e spensierata dell’estate oggi, 21 Giugno  2019, si trasforma in ansia lucida e partecipata. Pensate ai violini e al pianoforte in una stanza buia.

Immaginate di camminare e a un certo punto di sentire z-z-z-z-z (non so se ho reso l’idea, ma questo dovrebbe essere il suono dei violini) e dopo che vi siete fermati e pensate di aver scampato il pericolo, riprendete a camminare, ma soltanto dopo 2 passi, sentite, sempre nel silenzio più assoluto, do do do do do do (che dovrebbe essere il suono di un pianoforte a corda in una tonalità di do minore su un letto di rucola.

Ecco esattamente oggi alle 13 se vi sintonizzate sulla frequenza 104.5 di Radio Radio, potrete percepire tutte queste sensazioni.

La rubrica a cui parteciperò cercando di imitare il più possibile la voce di Linus o di Claudio Cecchetto si chiama “Sold Out. Il bello della radio”.

Il fascino della Radio è intramontabile.

Il fatto che attraverso la propria voce si possa arrivare al pubblico a casa, e magari allietare la giornata e far sentire bene delle persone è molto appagante.

Ma poi è qualcosa che mi riporta all’infanzia, alle radio con le manopole, che per trovare la stagione giusta dovevi fare un movimento ad una data ora, con un determinato scatto del polso, ad un determinato respiro, facendo attenzione a non distrarti.

Era più facile aprire una cassaforte!

Poi c’erano le radio portatili, degli scaldabagni di un metro per un metro che ti portavi sulle spalle vitanaturaldurate, un pò come le massaie di Vercelli di ritorno dalla raccolta del riso.

E per questo ti sentivi pure figo!

Poi con il progresso abbiamo cominciato a sentire anche la radio anche nella macchina.

Come si fanno a dimenticare La ritmo, La Golf, la Volvo che più che una macchina sembrava un carro funebre!

E da questo punto di vista bisogna essere onesti.

Bisogna dire che nonostante il passare degli anni, alcune tradizioni non sono cambiate.

La radio a palla del tamarro.

Passano gli anni, passano le mode, cambiano i governi, ma il tamarro con la radio a palla resiste fiero, nel suo mantra, nella sua quiete.

Perchè la musica a palla rilassa il tamarro!

Infatti mentre stanno chiusi in macchina, che tu stai in mezzo al traffico e dal nulla, nasce questo suono melodioso di un misto tra trap, house e progressive, una musica che farebbe rabbrividire anche il mito di noi adolescenti degli anni 90: Gigi d’Agostino.

Ma in questa Radio ci sarà si della musica, ma si parlerà soprattutto di teatro. Si parla tutti i giorni di teatro dalle 13 alle 14.

Tutti i mercoledì io partecipo a questa lodevole trasmissione con un intervento telefonico, con un monologo sempre nuovo traendo spunto dai fatti più significativi della settimana, sempre tenendo fede al personaggio che trae esplicita ispirazione dal maestro, mito e guru, Sir. Carlo Lucarelli.

L’ultimo intervento ha avuto come oggetto la conferenza stampa del secolo nel mondo del calcio: quella di Francesco Totti, da molti amato, da molti odiato, ma non si può negare la risonanza mediatica che ha una sua parola o una sua intervista.

E la succitata conferenza stampa ne è la conferma.

IO domani non dico di avere la stessa risonanza di Totti.

Però un pò ci spero.

Anzi se dopo domani non si scatenano giornali e media, un pò ci rimango pure male.

Forse ho troppe aspettative su me stesso?

Ad ogni modo domani sarò sui 104.5 e potrete sentire la mia voce.

E se non vi abbasta siamo pure sul digitale terrestre – Canale 676, su Sky Canale 826 e in streaming su www.radioradio.it, e se ce gira facciamo pure una capatina da Barbarona D’urso!

Allora avete capito bene?

Sennò ve lo rispiego da capo!