Travolto da Sanremo

O Sanremo, Sanremo, perché sei tu Sanremo?

Perché Sanremo è Sanremo!

Anche quest’anno come l’Imu di Giugno e l’acconto Irpef di Luglio è arrivata la tassa!

Per il Festival tra poco bloccheranno pure il campionato di calcio.

E il festival non è festival se non porta un po’ di gossip, un po’ di imbarazzo o come dicono i giovani, quelli che si chiamano Bro, il momento cringe.

Il momento che crea gelo e imbarazzo.

Il momento Cringe si verifica quando uno vuole essere simpatico e fa una battuta che no fa ridere nessuno.

O al contrario se uno ride e gli altri lo guardano strano come nella cena del parcheggio dell’autogrill in Bianco Rosso e Verdone.

Quest’anno, strano ma vero il festival sembrava  tornato agli anni 80, nessun Bugo che abbandona il palco, o Blanco che fa wrestling con i fiori.

Fino all’ingresso del mitico John Travolta.

Il personal Brand di Travolta è il ballo.

Personal Brand? Ma come parli? Sei uscito con Chiara Ferragni?

No, il personal Brand è una specie di logo appiccicato in fronte a un personaggio, faccio un esempio se dici Totti pensi al calcio, se dici Maccio Capatonda pensi ai trailer, se dici John Travolta pensi al ballo nei film.

E’ stato il primo a portare il ballo nel cinema, dalla febbre del sabato sera fino a Pulp Fiction ed è un simbolo a livello mondiale.

Infatti ad ogni ospitata più che chiedere dei film gli fanno ballare Stayng Alive dei Bee Gees! Che dopo na certa pure John Travolta se rompe le palle.

Vi prego basta con ah ah ah ah stayng alive fateme fa na cosa diversa!

(l’ha detto proprio così: in romano).

E allora io immagino tutta la squadra di autori di Sanremo a fare una roba che metta in risalto l’artista, ma che non sia troppo scontata.

Me l’immagino il brainstorming.

Idee?

mmmmm

Buttate giù la prima cosa che vi viene in mente senza pensarci.

Potremmo fargli ballare il ballo del qua qua per essere dissacranti.

Vabbè magari pensiamoci qualche secondo in più.

Gli possiamo far fare la scena di Pulp Fiction con Fiorello che fa il ruolo di Samuel L. Jackson e Amadeus fa la vittima.

No e poi se lo viene a sapere Beppe Fiorello lo facciamo litigare col fratello, meglio di no.

Gli facciamo mettere una parrucca rossa e gli facciamo fare la parodia di Sinner che ha rifiutato Sanremo?

Ma sai che il ballo del qua qua tutto sommato…

Così me l’immagino la riunione.

Che io dico una cosa, se non sai cosa fargli fare al vecchio John, fagli un’intervista, less is more e te la porti a casa la pagnotta.

Far ballare il ballo del qua qua a Travolta è come invitare Luca Ward e farlo parlare come Giuseppe Conte.

Perché tanto spreco?

Risparmiatevi i soldi e dateli a Martufello che ci racconta qualche barzelletta che non fa ridere.

Il risultato è lo stesso ma hai risparmiato i soldi.

Che Sinner vedendo sta roba avrà esultato più che agli Australian Open per non aver accettato l’invito.

Io mi sono sforzato a vedere degli elementi di comicità, o anche solo un senso.

Nulla.

Il vuoto.

Tipo il cervello di Homer Simpson.

Potrebbe bastare a essere diventati la pagina più brutta della carriera di un attore internazionale.

NO.

Perché Sanremo è Sanremo e la polemica non poteva mancare.

Hanno cominciato a dire che ha preso un sacco di soldi. (originale come gli autori dello sketch)

Ha fatto pubblicità alle scarpe eccetera eccetera.

Ora non è che se uno prende molti soldi merita di essere trattato come uno straniero a rete 4!

Cioè gli avete fatto fare un balletto che manco ai saggi dell’asilo e il problema è che ha preso troppi soldi?

Ma forse i vostri autori hanno preso troppi soldi.

A meno che non sono in apprendistato gratuito.

Cornuto e mazziato!

Come se vado a ristorante, pago e poi mi accorgo che mi ha messo nel conto una cosa che non ho mangiato.

E il ristoratore mi viene a dire che la colpa è mia perché non ho controllato lo scontrino.

Oltre alla polemica la perculazione con gli ospiti!

Prima Eros Ramazzotti simpatico come un avviso di pagamento, poi pure Russel Crowe.

Il tutto senza l’interessato presente.

Avete presente le persone che di fronte ti fanno i sorrisi e poi ti parlano male alle spalle?

Mi ha ricordato alcune tribune politiche faziose dove il politico amico poteva parlare e appena parlava l’altro…

“se può andare veloce perché abbiamo la pubblicità”.

Caro John pensa a Pulp Fiction.

Vorrei solo che esistesse l’aggeggio di Men in Black che ti sparaflasha un fascio di luce e non ti ricordi più cosa hai fatto nelle ultime 24 ore.

Eh niente.

Stimo sempre di più Sinner.