Zero Calcare. Polemica sulla serie “Strappare lungo i bordi”

Strappare lungo i bordi

Mannaggia a Zero Calcare che parla in romano!
Ma che cosa sai dicendo Zero Calcare!
Io non comprendo il tuo idioma!

Forse al Nord devono aver preso alla lettera il titolo
Perché hanno strappato i bordi del buon senso e dell’intelligenza.

Premessa:
La maggior parte dei commenti parta di capolavoro.
E non mi stupisco.

La prima volta che ho letto un libro di Zero Calcare nel 2014 ho vissuto una situazione imbarazzante:
Ridevo da solo leggendolo con le persone attorno che mi guardavano male.

Un po’ come quando fai una battuta e non la capiscono,
tanto da doverla rispiegare…
E non la capiscono lo stesso

Ma oltre agli elogi in un mondo pieno di Haters, clickbait, e like non poteva mancare la polemica.
Il polemico ci deve stare sempre.

Io me l’immagino in tutte le fasi storiche.
Eh ma questo Gesù doveva farsi ammazzare in pubblica piazza, e c’era bisogno di portare la croce per tutta la strada, secondo me è tutta una scusa per farsi pubblicità!

Eh ma questi della rivoluzione industriale ma io non lo so, ma c’è bisogno di tutti sti macchinari per la produzione? Secondo me è tutta una scusa per farsi pubblicità!

Eh ma sti consigli per gli acquisti di Costanzo secondo me è tutta una scusa per fare pubblicità.
Che poi i consigli per gli acquisti siano pubblicità vaglielo a spiegare.

Ma torniamo alla polemica su Zero Calcare.
Alcuni si sono lamentati del dialetto romano accentuato
il che è un’idiozia come i consigli per gli acquisti.
Per diversi motivi.

UNO
Se ti lamenti dell’uso del dialetto una serie di Zero Calcare a intuito me sa che non hai mai letto nulla di Zero Calcare. Ma così… a intuito.

DUE
Criticare una serie sul dialetto è come criticare un film per il doppiaggio senza dire nulla sulla trama, sui personaggi, sul messaggio del film, sulla struttura, sugli attori.
Un’idiozia, appunto.

TRE
Se prendiamo per buono l’assunto che non si deve esporre un’opera in dialetto allora vale tutto.
Troppo dialettale “Er vicolo der moro”.
O troppo romana la canzone “Barcarolo romano” di Lando Fiorini.

Non parliamo poi di Gomorra!
Ma cosa dicono?
Non possono parlare in italiano invece di parlare sto napoletano stretto?

Stasera rientriamo in possesso di tutto ciò che era di nostra proprietà precedentemente e a mio avviso ma senza voler fare alcuna polemica, tolto ingiustamente.

Molto meglio di “Ce ripigliamm tutt chell che è o nuost!”.

Suona decisamente meglio.

Ma Dario Fo? Vogliamo parlare di Dario Fo?
Vuoi fare il Grammelot?
Ma fallo comprensibile! Fallo capire a tutti!
Quando parlava Dario Fo non si capiva davvero nulla!

E il motivo principale è che se non si riesce a capire la poesia di Zero Calcare forse sarebbe il caso di tacere.

Zero Calcare dal suo primo fumetto ha colto l’essenza del popolo romano.
Ha fatto vivere come se fosse un video la vita di tutti i giorni.

E grazie a cosa?
Al fumetto?
Ai colori?
All’impaginazione?

No!

Grazie al dialetto!

Pensa un po’.
Se non avesse usato il dialetto penso che il primo libro avrebbe venduto un centinaio di copie a voler essere generosi.

Eppure un genio del giornalismo dopo 10 anni si accorge che Zero Calcare si esprime in gergo dialettale!

GENIO

E’ ironico.

Meglio specificarlo.